Usura originaria e sopravvenuta

Usura originaria e sopravvenuta

  • Di:Riccardo L.
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Per una completa ed approfondita perizia di uno specifico contratto di finanziamento è indispensabile valutare anche il momento in cui la fattispecie usuraria si verifica concretamente. Infatti, dopo aver analizzato gli aspetti caratteristici del tasso soglia e la differenza tra usura oggettiva e soggettiva, occorre distinguere tra:

  • usura originaria, da verificare nel momento in cui il contratto si perfeziona, ab origine 
  • usura sopravvenuta, nel caso in cui gli interessi originariamente pattuiti siano al di sotto del tasso soglia il quale però, per effetto di una variazione in diminuzione nel tempo, può scendere al di sotto del tasso d'interesse pattuito.

L'importanza della suddetta distinzione tra le due diverse fattispecie risiede nel fatto che le conseguenze per il debitore saranno completamente diverse nel caso di usura originaria ovvero sopravvenuta. Ciò premesso, l'usura originaria (o contrattuale) va verificata alla data della stipula del finanziamento in base alle condizioni contrattuali ed è quindi individuabile ancor prima del pagamento della prima rata. Se questa viene appurata la diretta conseguenza è che il finanziamento è gratuito, ai sensi dell'articolo 1815, 2° comma c.c. con l'ulteriore conseguenza che le quote interesse relative alle rate già eventualmente pagate dovranno essere restituite e per quelle ancora da pagare gli interessi non saranno dovuti.

Viceversa, è possibile che il finanziamento non sia usurario ab origine ma lo diventi successivamente nel corso del tempo. Perciò, l'usura sopravvenuta si avvera ogni qual volta il tasso soglia, per effetto delle sue modificazioni dettate da differenti TEGM nel tempo, inferiore al tasso d'interesse che regola il finanziamento, creando di conseguenza interessi usurari. La questione rileva soprattutto per alcuni tipi di finanziamento come ad esempio i mutui a tasso fisso, dove il tasso soglia può abbassarsi nel corso del rapporto contrattuale, a fronte del tasso d'interesse che è per l'appunto fisso. Particolare attenzione va data in questo caso alle conseguenze per il debitore: a differenza dell'usura originaria (dove la clausola contrattuale è nulla), in questa fattispecie il soggetto erogante il finanziamento (come ad esempio il mutuante nel caso di mutuo) dovrà rimborsare alla controparte la parte l'eccedenza di interessi pagata in più rispetto a quelli che sarebbero stai pagati applicando un TEG uguale al tasso soglia. Sarà pertanto necessario analizzare tutte le singole rate e ricalcolarle sostituendo, al TEG concretamente applicato, il tasso soglia vigente al momento del pagamento stesso e adeguarle al risultato così ottenuto.

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