L'usura bancaria: il tasso soglia e il TEG

L'usura bancaria: i tassi soglia e il TEG

  • Di:Riccardo L.
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L'usura è una pratica consistente nel prestare una determinata somma di denaro fissando un tasso d'interesse tale da rendere il suo rimborso particolarmente difficile o addirittura impossibile. Un tasso d'interesse particolarmente elevato non può che essere considerato riprovevole sia dal punto di vista sociale che da quello morale: nell'ordinamento giuridico italiano l'usura è un reato ai sensi dell'articolo 644 c.p. il quale statuisce, in particolare per quanto riguarda l'usura oggettiva, che "la legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari".

In particolare, con il decreto legge n.70 del 13 maggio 2011, il cosiddetto tasso soglia, cioè il tasso oltre il quale il tasso è considerato usurario, viene stabilito dalla seguente formula:  TASSO SOGLIA = TEGM (1+1/4)+4% . Il TEGM non è altro che il tasso effettivo globale medio che risulta dalle rilevazioni effettuate dalla Banca d'Italia per conto del Ministero dell'Economia e delle Finanze con cadenza trimestrale e si riferisce agli interessi annuali mediamente praticati da banche ed intermediari finanziari per operazioni della stessa natura. Pertanto, aumentando il TEGM di un quarto ed aggiungendo un margine ulteriore di 4 punti percentuali otteniamo il tasso soglia. Inoltre vi è un altro limite da considerare: la differenza tra il tasso soglia e il TEGM non può mai essere superiore agli otto punti percentuali. Ne consegue che, rispetto alla disciplina precedente al decreto legge 70/2011, la quale prevedeva che il tasso soglia si determinasse aumentando il TEGM della propria metà, la nuova curva dei tassi soglia ha una pendenza sensibilmente minore rispetto alla precedente, ma con valori più elevati per quanto riguarda TEGM particolarmente bassi (per via dell'aggiunta dei 4 punti percentuali), che tendono a ridursi sempre più man mano che il TEGM stesso cresce di valore.

Una volta determinato il tasso soglia come appena descritto, resta il problema di quale tasso di interesse, di uno specifico finanziamento sottoscritto, prendere come riferimento per verificare se questo sia superiore ovvero inferiore al tasso soglia del trimestre di riferimento, determinando quindi usura oggettiva o meno. L'articolo 644 del c.p. recita: "Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito". Il tasso da considerare è il TEG (Tasso Effettivo Globale), da non confondere con il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che ricomprende anche voci, come ad esempio imposte e tasse, non previste per il calcolo del precedente. Ebbene, i metodi principali per il calcolo del TEG sono:

  • TEG calcolato secondo le istruzioni della Banca d'Italia:
    • dal febbraio 2006 fino ad agosto 2009, per aperture di credito in c/c, credito revolving e factoring la formula era la seguente: TEG = (interessi*36.500) / numero debitori + (oneri*100) / accordato;
    • da agosto 2009 la formula è stata modificata: TEG = (interessi*36.500) / numero debitori + (oneri su base annua*100) / accordato. In tal modo, annualizzando gli oneri del finanziamento oggetto di valutazione, il TEG sarà certamente più elevato, aumentando pertanto la possibilità di superare il tasso soglia e, conseguentemente, di sfociare nell'usura.
  • TEG calcolato secondo il metodo della cassazione penale: TEG= (interessi + oneri *36.500) / numero debitori. Con tale formula il valore del TEG è ancora più elevato rispetto all'ultima formulazione della Banca d'Italia, in quanto ogni addebito viene considerato alla stregua di un interesse e conseguentemente adeguato.

Analizzando le due differenti metodologie di calcolo, quello descritto dalla Cassazione penale risulta essere più corretto da un punto di vista prettamente matematico, tuttavia in questo modo, si sosterrebbe un confronto tra TEG e TEGM con dati eterogenei, in quanto i due tassi vengono calcolati secondo istituzioni e metodologie differenti, come peraltro sostenuto anche dall'orientamento prevalente della Cassazione civile.

In conclusione, al netto delle importanti distinzioni dal punto di vista giuridico-procedurale tra usura oggettiva e soggettiva ed usura originaria e sopravvenuta che verranno affrontate in un successivo articolo, sembra essere un nonsenso applicare ex-post dei metodi di calcolo differenti da quelli riportati nelle istruzioni della Banca d'Italia tentando di delineare una fattispecie concreta usuraria. In ogni caso, se quest'ultima dovesse essere accertata, ogni clausola contrattuale che preveda interessi usurari deve considerarsi nulla, ai sensi dell'articolo 1815 c.c., con la conseguente possibilità per la vittima di usura di chiedere la ripetizione di tutti gli interessi fin li pagati, oltre al risarcimento dei danni materiali e morali eventualmente subiti in conseguenza del reato.

 

 

Pubblicato in: Tassi d'interesse, Usura

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