L'onere della prova: un caso di interposizione fittizia

L'onere della prova: un caso di interposizione fittizia

  • Di:Riccardo L.
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L'elusione fiscale riguarda un comportamento messo in pratica dal contribuente che pone in essere uno o più atti giuridici al solo fine di ridurre la propria obbligazione tributaria, aggirando il precetto della relativa norma tributaria. In tale ambito, la recente ordinanza n. 6276/18 della Corte di Cassazione ha precisato che rimane a carico dell'Ufficio l'onere di provare il disegno elusivo, attuato anche attraverso un'interposizione fittizia. Innanzitutto questa fattispecie si verifica nel momento in cui un soggetto, formalmente estraneo all'accordo concluso da terzi, ne divenga invece parte sostanziale. E' bene inoltre sottolineare che a differenza dell'interposizione fittizia, quella reale presuppone che un soggetto assuma la veste di parte formale e sostanziale del contratto per poi trasferire gli effetti del contratto stesso ad un terzo: è il caso, ad esempio, del negozio fiduciario.

Fatta questa doverosa precisazione, nel caso di specie un contribuente donava ai propri figli dei terreni agricoli, i quali venivano poi rivenduti ad una società nello stesso giorno. In questo modo tra i redditi del padre non rientrerebbe alcuna plusvalenza generata dall'operazione di vendita dei terreni, dato che egli ha perfezionato semplicemente una donazione coi propri figli e per la quale non ha ricevuto alcun corrispettivo. A tal proposito, per la determinazione di una plusvalenza imputabile nei redditi diversi, occorre distinguere tra i seguenti casi, ai sensi dell'articolo 67 TUIR:

  • per i terreni non edificabili ed i fabbricati che siano pervenuti in capo al cedente per donazione, l'eventuale plusvalenza generata sarà imponibile solo nel caso in cui siano decorsi meno di 5 anni tra l'acquisto da parte del donante e la successiva vendita da parte del donatario. In questo caso quindi la donazione non rileva per il calcolo del quinquennio per determinare l'imponibilità della plusvalenza, calcolata come la differenza tra il prezzo di cessione da parte del cedente ed il costo fiscale riconosciuto in capo al donante.
  • per i terreni edificabili pervenuti per donazione, invece, l'atto di donazione rileva. L'eventuale plusvalenza va infatti verificata, in questo caso, confrontando il prezzo di cessione praticato dal cedente/donatario con il valore dichiarato nell'atto di donazione. Inoltre va ricordato che per i terreni edificabili, a differenza di quanto accade per i terreni agricoli ed i fabbricati, la plusvalenza è imponibile in ogni caso, non rilevando in alcun modo il periodo di tempo trascorso tra acquisto e cessione.

Tornando al caso sopracitato, l'Agenzia delle Entrate sosteneva che era stato simulato un atto di donazione tramite interposizione fittizia al fine di ottenere un indebito risparmio d'imposta. Dopo che tale tesi era stata già precedentemente respinta dalla Commissione Tributaria Provinciale e poi da quella Regionale, la Corte di Cassazione, nel respingere nuovamente il ricorso proposto dall'Agenzia, ha anche precisato che:

  • l'intento elusivo si può ricavare da semplice indizi, a condizione che questi siano gravi, precisi e concordanti.
  • l'articolo 37, comma 3 del Dpr 600/73 afferma che possono essere imputati al contribuente i redditi di cui appaiano titolari altri soggetti nel caso in cui venga dimostrato, anche sulla base di presunzioni gravi precise e concordanti, che egli ne è l'effettivo possessore per interposta persona. Secondo l'orientamento maggioritario della giurisprudenza di legittimità, tale norma va applicata senza che sia preliminarmente distinguere tra interposizione fittizia e reale, dato che essa non si riferisce esclusivamente alle simulazioni, ma ad ogni fattispecie in cui l'imposizione fiscale avviene in capo ad un soggetto diverso dal reale percettore del reddito.
  • come già anticipato, l'onere di provare il disegno elusivo, attuato mediante un'interposizione fittizia, rimane a carico dell'Agenzia e pertanto non può essere attribuito in capo al padre in modo automatico il corrispettivo derivante dalla vendita dei terreni donati ai figli e da questi venduti a terzi.
Pubblicato in: Fisco

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