L'inefficiacia della dichiarazione integrativa

L'inefficiacia della dichiarazione integrativa

  • Di:Riccardo L.
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Il contribuente che si accorge di aver commesso uno o più errori nella propria dichiarazione dei redditi, può presentare una dichiarazione integrativa. Tale strumento ha l'obiettivo di correggere errori sia a favore del contribuente, tali da generare un maggior credito o un minor debito, sia a sfavore dello stesso. In tema di imposte sui redditi, la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 28172 del 24 novembre 2017 ha stabilito che la notifica della contestazione di una violazione commessa nella dichiarazione originaria costituisce una "causa ostativa" alla presentazione della dichiarazione integrativa. 

Nel caso di specie, la controversia in esame riguardava un controllo sulla dichiarazione dei redditi di un contribuente a cui era seguito un avviso di accertamento emesso dall'Agenzia delle entrate, nel quale venivano contestati dei costi indebitamente dedotti e che quindi hanno ridotto l'imposizione fiscale per quell'anno d'imposta. In tale scenario però, nelle more dell'accertamento, il contribuente aveva provveduto alla presentazione di una dichiarazione integrativa che aveva rettificato queste irregolarità. Per tale motivo, aveva quindi presentato ricorso in commissione tributaria provinciale, chiedendo l'annullamento dell'atto impositivo.

In primo grado i giudici della Commissione Tributaria Provinciale hanno respinto l'impugnazione dell'atto adducendo che l'inizio dell'attività di controllo dell'Amministrazione Finanziaria inibisce ogni correzione della dichiarazione; mentre invece la Commissione Tributaria Regionale  ha accolto le richieste del contribuente. La controversia è arrivata fino in Cassazione dove i giudici di legittimità, intervenendo sul punto rilevando la sostanziale differenza tra dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso, hanno stabilito che costituisce causa ostativa alla presentazione della dichiarazione integrativa (articolo 2, comma 8, del D.P.R. 322/1998), la notifica della contestazione di una violazione commessa nella redazione della dichiarazione originaria, visto che "se fosse possibile porre rimedio alle irregolarità anche dopo le contestazioni delle stesse la correzione si risolverebbe in un inammissibile strumento di elusione delle sanzioni previste dal legislatore".

Ne consegue pertanto che le attuali disposizioni vigenti in materia dichiarazione integrativa (articolo 2, comma 8 e articolo 8, comma 6 bis del D.P.R. 322/1998), la cui ratio è quella di rendere possibile la correzione di eventuali errori od omissioni commessi nel redigere dichiarazioni precedenti, non troveranno piena applicazione nel momento in cui sia già stato notificato un'atto di contestazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria. Per questi motivi, la sentenza di Appello è stata cassata e la causa è stata conseguentemente rinviata alla Commissione Tributaria Regionale in diversa composizione.

 

Pubblicato in: Cartelle esattoriali

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