L'usura oggettiva e soggettiva

Le differenze tra usura soggettiva e oggettiva

  • Di:Riccardo L.
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Come già accennato in un precedente articolo riguardante il tasso soglia ed il TEG, esistono due differenti fattispecie di usura ed è bene fare chiarezza in merito alle rispettive discipline giuridiche ed il loro confronto. Distinguiamo innanzitutto:

  • L'usura oggettiva è esclusivamente determinata da un superamento chiaro ed inequivocabile del tasso effettivo globale rispetto al tasso soglia, per il calcolo del quale si rimanda all'articolo "L'usura bancaria: i tassi soglia e il TEG". La legge n. 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, stabilisce i limiti certi, trasparenti ed oggettivi superati i quali i tassi d'interesse diventano usurari. Inoltre è importante notare l'assoluta assenza in questa fattispecie di ogni riferimento ad un eventuale situazione di debolezza dell'oblato. Detto questo, in questa forma di usura il bene giuridico tutelato è il corretto funzionamento del mercato finanziario e, più in generale, dell'economia pubblica.
  • L'usura soggettiva è invece, ai sensi del terzo comma dell'articolo 644 c.p, caratterizzata da "interessi comunque sproporzionati rispetto al capitale prestato" in relazione alla concreta situazione soggettiva economico-finanziaria del debitore. In questo caso il legislatore intende tutelare il patrimonio di persone fisiche e imprese, per fare in modo che non venga intaccato approfittando di difficoltà, anche temporanee, dal punto di vista economico ovvero finanziario.

In particolare, in ordine alla fattispecie soggettiva, il tasso d'interesse applicato può ritenersi usurario anche nel caso in cui non superi il tasso soglia. A differenza dell'usura oggettiva, dove il reato di usura si configura mediante un calcolo di tipo prettamente matematico, nell'usura soggettiva è necessario stabilire, determinare e dimostrare le condizioni economiche a seguito delle quali il tasso d'interesse applicato risulti usurario, nonostante questo non sia superiore al tasso soglia imposto dalla legge. Infatti in questa ipotesi di fattispecie, la sproporzione non discende da una valutazione di carattere quantitativo ma qualitativo. Saranno quindi le concrete circostanze del rapporto di fatto a poter rendere ciò che sarebbe legittimo (un tasso di interesse inferiore al tasso soglia) illegittimo (per usura soggettiva).

Considerando il testo dell'articolo 644 c.p., l'usura soggettiva appare una fattispecie residuale a quella oggettiva. Tuttavia risulta paradossalmente la fattispecie soggettiva ad essere contestata in primo luogo in svariate perizie econometriche proprio per la natura intrinseca della stessa, nella quale cioè il criterio di valutazione qualitativo ammette un buon margine discrezionale. Nonostante questo è da segnalare che la giurisprudenza in merito di usura soggettiva rimane piuttosto scarsa.

Nel momento però in cui venga riscontrata un'usura soggettiva, al pari di quanto avviene nel caso di usura oggettiva, il debitore avrà diritto alla ripetizione di tutti gli interessi illegittimamente richiesti e pagati, con la facoltà di non dover più pagare gli interessi per le quote eventualmente rimanenti. 

 

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