Il ritorno dell'anatocismo

Il ritorno dell'anatocismo?

  • Di:Riccardo L.
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La legge di conversione n. 49 dell'8 aprile 2016 del cosiddetto "decreto banche" ha avuti notevoli conseguenze in tema di anatocismo bancario. Infatti, tale decreto legge, oltre riformare le banche di credito cooperativo, le garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio, ha notevolmente modificato l'articolo 120, comma 2 del TUB (Testo Unico Bancario).

Procedendo con ordine, la lettera a) del nuovo articolo 120 afferma che: "nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, comunque non inferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sono dovuti"Le modifiche sostanziali e formali rispetto al testo ante-riforma, segnalate in grassetto, suggeriscono una modifica in ordine alla periodicità di liquidazione degli interessi, passando da una periodicità libera ad una periodicità annuale. Pertanto, le date di liquidazione degli interessi saranno forzatamente il 31 dicembre ovvero il termine del rapporto bancario.

Ancor più interessante è la modifica effettuata alla lettera b) la quale recita che: "gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale; per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento, per gli sconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido:

  1. gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1º marzo dell'anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili;
  2. il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l'addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l'autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l'addebito abbia avuto luogo."

Di tale modifica, grande rilevanza va data all'inciso "salvo interessi di mora", i quali diventano di fatto un'eccezione al generale divieto di anatocismo. Invece i punti 1 e 2 sono stati creati ex-novo rispetto al testo precedente ed in particolare, il punto 2 del comma b) determina la modalità di pagamento degli interessi debitori, prevedendo quindi che il cliente possa scegliere una delle seguenti opzioni:

  • autorizzare, anche in maniera preventiva,  l’addebito degli interessi nel momento in cui diventino esigibili, cioè al primo marzo oppure al momento della chiusura del rapporto: tale somma addebitata sarà considerata sorte capitale e pertanto, nel caso in cui l'addebito produca un saldo passivo, allora quello stesso addebito è produttivo di anatocismo.
  • non autorizzare preventivamente l’addebito degli interessi passivi al 1° marzo dell’anno successivo e:
    • ed effettuare un un versamento di importo maggiore o uguale rispetto a quello degli interessi, evitando in tal modo il rischio di anatocismo, oppure
    • non pagare il debito lasciandolo scadere. In una situazione del genere il debito scaduto andrebbe automaticamente in mora, ai sensi dell'articolo 1219 comma 2 c.c., con conseguente concretizzazione di anatocismo, in base alla lettera b) precedentemente analizzata.
Pubblicato in: Anatocismo

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