Anatocismo e interessi di mora

Anatocismo e interessi di mora

  • Di:Riccardo L.
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L'articolo 3 del decreto ministeriale n. 343/2016 riprende il principio già contenuto nell'articolo 120 del T.U.B. secondo cui "gli interessi debitori maturati non possono produrre altri interessi, salvo quelli di mora" nelle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito. Come già anticipato in un articolo specifico sull'argomento, al generale divieto di anatocismo viene quindi affiancata l'eccezione per quanto riguarda gli interessi di mora, ai quali si applicheranno le disposizioni del codice civile, come disposto dal secondo comma dell'articolo 3.

In merito a tale argomento, ai sensi dell'articolo 1224 c.c., nel caso di ritardo nel pagamento, il debitore deve al creditore gli interessi legali dal giorno della mora, anche se non erano dovuti precedentemente ed indipendentemente dalla prova che il creditore abbia subito un danno. Inoltre, qualora anteriormente alla mora fossero già dovuti degli interessi convenzionali in misura superiore di quelli legali, allora gli interessi di mora continuano ad essere dovuti nella stessa misura. Pertanto, gli interessi di mora possono essere visti come il costo per il mancato rispetto dei termini di pagamento del debitore divenuto moroso. La ratio della normativa risiede evidentemente nella volontà del legislatore di scoraggiare un'eventuale inadempimento contrattuale da parte del debitore con l'applicazione di un interesse moratorio ad un tasso certamente superiore rispetto a quello legale, esimendo al contempo il creditore dall'onere della prova del quantum del danno subito.

Ciò premesso, dalla delibera CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio) non è chiaro se, nello specifico caso dell'anatocismo inerente gli interessi di mora, questi decorrano automaticamente per il semplice comportamento inadempiente da parte del cliente, o se trattandosi di interessi, anche se moratori, su interessi convenzionali, debba ricorrere il presupposto in base al quale l'anatocismo si produce, ovvero la proposizione di una domanda giudiziale secondo quanto disposto dall'articolo 1283 c.c. A parere di chi scrive, il tenore letterale della delibera CICR sembra suggerire che la prima ipotesi debba essere preferibile rispetto alla seconda. Infatti, il carattere di eccezionalità rispetto alla regola generale, per cui gli interessi decorrono solo sul capitale, è data dall'espressione "salvo quelli di mora", che sancisce la produzione automatica degli interessi per ogni scadenza temporale, in deroga al principio dell'articolo 1283 cc che regola il fenomeno di produzione degli interessi in maniera del tutto diversa dal punto di vista strutturale. In questo senso, il mancato riferimento all'articolo 1283 c.c. fa presupporre che sia stato già l'articolo 120 del T.U.B. a introdurre una disciplina strutturalmente diversa rispetto a quella del 1283 c.c. In tal senso depone anche il fatto che in presenza di una scadenza civilistica prestabilita, lo spirito del legislatore è quello di fare in modo che si crei un meccanismo fisiologico sanzionatorio, in modo tale da non incentivare in nessun caso un eventuale inadempimento.

In conclusione, per tutti i motivi sopracitati e in mancanza di una dottrina consolidata o di chiarimenti in merito, è da sostenersi l'ipotesi per cui la mora maturi automaticamente. Pertanto, in materia ad esempio di finanziamenti, questa maturerà automaticamente sulle intere rate del finanziamento insolute.

 

Pubblicato in: Anatocismo, Tassi d'interesse

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