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Anatocismo: il calcolo dell’interesse composto

  • Di:Riccardo L.
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L’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi che sono già maturati su una determinata somma dovuta. In questo modo infatti, gli interessi maturati “capitalizzano” trasformandosi in capitale e producendo a loro volta altri interessi: nel linguaggio bancario questi interessi vengono definiti composti.

La pratica dell’anatocismo, regolata dall’articolo 1283 c.c., è giuridicamente consentita in Italia solo in casi ristretti e tassativamente previsti dalla legge, di cui ci occuperemo in un successivo articolo.

A differenza della capitalizzazione semplice in cui l’interesse si accumula linearmente, ossia cresce di una certa frazione del capitale per unità di tempo, la capitalizzazione composta prevede che l’interesse non venga calcolato esclusivamente sul capitale originario, ma anche sugli interessi aggiunti a questo in precedenza, ossia in altre parole sul montante.

Di conseguenza in quest’ultimo caso, anche la frequenza di capitalizzazione influisce sull’interesse totale da pagare, secondo la formula matematica:               dove M è il montante al termine dell’operazione, C è il capitale iniziale, r è il tasso di interesse, n è il numero di periodi di capitalizzazione composta per anno e t è il tempo in anni.

Facciamo un esempio pratico sul calcolo dell’interesse composto: al 1° gennaio 20YX il cliente deve un capitale di 100.000 € alla propria banca sul quale matura un tasso d’interesse dell’1% annuo.

Data Capitale C Tasso r Capitalizzazione n Interesse dovuto Montante M
1 gennaio 20XY 100.000
31 dicembre 20XY 100.000 1% 1 1.000 101.000
1 gennaio 20XY+1 101.000
31 dicembre 20XY+1 101.000 1% 1 1.010 102.010

 

 

Come possiamo notare dalla tabella riassuntiva, all’inizio dell’anno 20XY i 1.000 € di interesse vanno ad aggiungersi al capitale iniziale, producendo pertanto un interesse annuo complessivo pari a 1.010€, di cui la somma di 10€ che si è aggiunta rappresenta il surplus di interesse provocato dall’effetto anatocistico nel calcolo del tasso d’interesse.

Come precedentemente accennato, anche i periodi di capitalizzazione influenzano il calcolo del tasso d’interesse e di conseguenza del montante. Riprendendo l’esempio di prima infatti se la capitalizzazione fosse quadrimestrale, allora anche l’interesse effettivamente dovuto al termine del secondo anno aumenterebbe sensibilmente: Interesse
che produrrebbe un montante a due anni pari a: Montante

Pertanto il problema economico - finanziario dell’anatocismo risiede nel fatto che, dato un determinato tasso d’interesse nominale annuo, la capitalizzazione comporta un aumento effettivo del tasso nominale, tanto più elevato quanto più ravvicinati saranno tra loro i periodi di capitalizzazione annui. Tale aumento effettivo del tasso nominale non può non incidere anche sulla valutazione delle eventuali fattispecie configurabili come usura, situazione che, se verificata, determinerebbe un’illegittimità di tutti gli addebiti degli oneri registrati nel rapporto bancario.

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